20 ottobre 2018 – Monte Panormo

In occasione della 47esima edizione della Sagra della Castagna, vi invitiamo a partecipare all’escursione TOP del mese. Raggiungeremo la cima Panormo, 1742m slm, una delle cime più alte della Campania.

Descrizione percorso:

Partendo da Sicignano a 620m slm e percorrendo il Sentiero Italia, la prima sosta si fa di solito al “Gruoffolo” a 1100 m slm, sorgente invernale di acqua pura. Dopo aver raggiunto a 1240 m slm la “Grotta e zì Carluccio“, si affronta l’ultimo intenso sforzo prima del meritato riposo, da qui in poi diventa tutto magico, quando la vegetazione non è ancora nel massimo del suo rigoglio, quindi d’inverno, si riesce a vedere una particolarissima conformazione circolare nella roccia ad est del nostro sentiero, all’imbocco de “Re Sett Vutat”, una immagine prospettica che ci è piaciuta chiamare lo Stargate degli Alburni. Poco prima di giungere all’emozionante luogo di osservazione del Vucculo dell’Arena “A Loggia” a 1450 m slm, si costeggia una grava catalogata nel Catasto delle Grotte della Campania “Grava Vuccolo dell’Arena (Cp 706). La grotta si presenta come un pozzo con ingresso dalla forma triangolare, non ancora esplorato e rilevato.” Numerosi sono i fossili di rudiste che si trovano sulle rocce ippuritiche degli Alburni e che si incontrano sul sentiero.​
Percorrendo ancora il SI che porta alla cima Panormo, si fa di solito sosta per rinfrescarsi e per una rigenerante granita a 1500 m slm nei pressi del Nevaio perenne, poco lontano da qui si passa a far visita al Principe del Bosco, l’Abete Bianco Secolare unico esemplare degli Alburni.

Quest’anno proponiamo una via alternativa per i più audaci, “la direttissima“. Un sentiero sotto le pareti nord degli Alburni, che ci porterà alla “fontanella”, fonte d’acqua perenne a strapiombo sulle rocce, che d’inverno dà vita a maestose cascate ghiacciate.

Sul Monte Panormo la vista si spinge veramente oltre, ad est c’è il Cervati, a sud-ovest il mare, poi si firma il libro delle visite, si tenta di trovare il tesoro (geocaching), si dà un’occhiata alle maestose bianche pareti verticali, che cadono a strapiombo per centinaia di metri. Il percorso di ritorno dipende dalle energie ancora disponibili. Due sono le alternative: ripercorrere lo stesso sentiero dell’ascesa o imboccare il sentiero CAI 311 che costeggia le pareti nord degli Alburni e che conduce fin sotto il Monte Tirone 1556 m slm, un monte minore, ma dalla cui sommità si osservano emozionanti prospettive, il Monte Panormo, sintesi di forza e imponenza e il Monte Urto 1661 m slm, il monte che mette soggezione, irto e impettito.
Dal Monte Tirone si vede bene anche la parete rocciosa a nord del Monte Urto, che l’amico poeta Lucio Mandia chiama La Cattedrale per la sua forma a cuspide. Beh La Cattedrale porta in grembo una meraviglia, la Grotta dei Falconi, una cengia, un “graffio” nella roccia di questa enorme parete, un graffio lungo 50 metri, alto 4 e profondo 2, chiamata così perché luogo prescelto dai  falchi per nidificare.
Si lascia così il sentiero CAI 311 e si imbocca il 311/a, che passa sotto il monte Urto, costeggia La Cattedrale per giungere infine a Sicignano passando tra secolari castagneti.

Percorso a/r di 12 km , grado di difficoltà E, dislivello 1100 m.

Costo di partecipazione euro 10,00.

Tutti i dettagli (logistici, tecnici, ecc.) li riceverete a seguito dell’iscrizione da effettuare qui di seguito.

Per info cel. 3474787088

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