Le gole del calore

Tra i paesaggi suggestivi e spettacolari del Cilento, troviamo il corso delle  argentee acque fluviali del Calore, che si incunea nei pressi dell’abitato che veglia con fierezza austera dall’alto del suo sperone roccioso. Arroccato su di un colle calcareo, detto Rupe di San Nicola, l’abitato di Felitto domina a strapiombo la valle fluviale. Nelle immediate vicinanze dell’antico ponte medievale che collegava gli abitati di Felitto e Castel San Lorenzo, parte la traccia di un sentiero che penetra subito nel cuore della montagna. E’ uno spettacolo di rara bellezza quello che si apre ai nostri occhi: ambienti assolutamente incontaminati, quasi selvaggi dove il suono delle acque fa da sottofondo ai richiami degli uccelli. Un luogo che rappresenta un naturale bird-wacthing, un luogo che merita di essere vissuto con intensità. Tutt’intorno si profilano le pareti rocciose sulle quali si arrocca l’abitato di Felitto. Spostandosi fuori dell’abitato, una stradina che scende giù, verso destra, conduce dopo poco, alla località Remolino, ove vi è un’area attrezzata per il pic-nic ed una fontana incastonata tra le pietre locali. Questo è il luogo ideale per fare il bagno, per risalire il fiume in canoa o per dedicarsi al trekking in piena libertà.Da qui parte un itinerario che è quasi obbligato. Ecco un’altra nostra meta escursionistica da percorrere in due periodi diversi dell’anno: d’inverno per i suggestivi scorci che si intravedono quando la vegetazione è diradata e d’estate col sole per apprezzare la frescura del percorso. L’escursione ci guida al ponte di Pietra Tetta, qui gigantesche pietre sono franate in epoche remote, remotissime, incastrandosi proprio al centro della gola. Dopo aver visitato il labirinto di Pietra Tetta, si prosegue nella fitta vegetazione del bosco, dove il sole difficilmente riesce a penetrare il folto fogliame. Il leccio giovane alterna all’olmo e alle tortili radici dei tronchi più vecchi, mentre il sottobosco è ricco di bacche di mirto e bulbi di giglio selvatico. Nel tratto più impervio della gola (274 m) si trovano sulla sinistra gli strapiombi calcarei della Rupe Rossa (798 m), mentre sulla destra si profilano le creste boscose della Costa di Magliano (389 m). Dopo quest’ultimo ed impegnativo passaggio, mentre aumenta la pendenza del sentiero, si sale mantenendosi sempre sulla sinistra (il versante è ripidissimo). Camminando, ci si accorge che all’improvviso la gola termina proprio nel punto di massima impennata; là dove la vegetazione poco alla volta va diradandosi offrendo vedute lungo il suo tratto a monte. Un ultimo sforzo lungo un tratto ghiaioso piuttosto in pendenza ci conduce a ridosso di un sentiero che aggira la Costa di Magliano; dall’alto di questa terrazza panoramica è possibile scorgere, all’opposto imbocco della gola del fiume Calore, l’antico ponte medievale ad arco (schiena d’asino), costruito interamente in pietra tra due lussureggianti sponde fluviali agevolando il collegamento pedonale, per lunghi secoli, tra gli antichi borghi di Magliano e Felitto; sullo sfondo si profila la mole del monte Motola (1700 m).